SAM: Fuori dalla Coppa a testa alta


Bella, emozionante, a lunghi tratti spettacolare. Attesa da tanti, la stracittadina luganese si è palesata questo pomeriggio a Massagno in tutto il suo splendore.


In una Nosedo addobbata dai media come il Parco dei Principi nelle serate di Champions League, Massagno e Lugano si sono sfidate a viso aperto nel secondo derby stagionale. Dopo i botti dello scorso 3 dicembre le aspettative erano di un certo livello per la partita - sold out sugli spalti con più di un appassionato costretto a seguire la partita in piedi per mancanza di posti – ed al termine dell’incontro non si può certo dire che non siano state soddisfatte.

Alley hoop, bombe da tre, stoppate, tiri impossibili e schiacciate. Insomma, chi più ne ha più ne metta. Ciò che è uscito da questo pentolone di magie è stata una partita stupenda, vinta, a nostro malgrado, dai Lugano Tigers (84-92).


Le squadre partono subito forte davanti ad una palestra straripante sia di pubblico che di media. L’emozione non sembra giocare brutti scherzi, almeno per ora, e la sensazione è che si assisterà anche questa volta ad un derby con la D maiuscola. Lugano piazza subito un parziale importante nei primi minuti di gioco e la SAM si ritrova immediatamente sul 2-11: time out Gubitosa.

Detto fatto, al rientro è contro parziale dei padroni di casa e in un attimo siamo sul 14-11 per noi. È arrivato con prepotenza, è il derby luganese (21-21 alla prima pausa).


Nel secondo periodo la macchina SAM comincia ad incepparsi clamorosamente. Una moltitudine di sanguinose palle perse ci porta col contagocce nell’area dei Tigers e quando finalmente riusciamo a mettere piede nel pitturato, proprio non riusciamo a buttarla dentro. Sull’altro fronte inizia il Carey show, con il numero 6 dei Tigers che delizia i presenti con spin move e ball handling da far invidia anche a Kyrie Irving. Il risultato è un Lugano straripante ed una SAM in completa confusione (38-50 a metà partita).


Massagno è sotto di 12 punti, ma sugli spalti c’è ancora speranza. Questa squadra fino ad ora ha dimostrato di poter uscire da situazioni disperate e allora perché non crederci? Beh, l’entrata di terzo non da proprio i segnali auspicati. Lugano continua a schierare la difesa a zona, convinta di aver trovato un punto debole nei biancorossi. La scelta tattica premia Thibaut, poiché Massagno serve con fatica il reparto lunghi sotto canestro e da fuori arrivano solo ferri. La situazione sembra precipitare. La SAM non segna più, mentre il Lugano punto su punto prende il largo, tanto che poco prima del 25esimo il tabellone segna 38-63. Più 25 Tigers. Siamo spacciati.

Ci vuole Roberson, a metà del quarto, per regalare i primi punti (3) ai padroni di casa nel terzo. Un’agonia. Mancano 15 minuti ed i cugini ci hanno già archiviato con un ventello…. macché!!


Da qui in poi parte una lenta e silenziosa rimonta SAM che con una difesa stratosferica ed un attacco un po’ incosciente scala punto su punto l’insormontabile parziale. A caricarsi la squadra sulle spalle sono Ongwae e Roberson con quest’ultimo semplicemente di un altro pianeta. Il motorino di ULM vola sui cieli di Nosedo senza patentino da pilota, ma l’impressione è che in quanto a decollo il ragazzo ci sappia decisamente fare. E così, tra un “ma no, non possono farcela” e un “ma figurati è impossibile”, Massagno torna con il cuore in mano in partita e a 1’03’’ si riporta addirittura sotto di soli 5 lunghezze. Incredibile. Semplicemente assurdo!


Sono sessanta secondi di speranza per i tifosi massagnesi ma dopo una sola azione il sogno di far nostro anche il secondo derby stagionale svanisce di colpo. Da vero uomo squadra Roberson ferma il contropiede dei Tigers commettendo fallo, già, il quinto. È fuori! Senza il nostro trascinatore di serata fatichiamo a ritrovare la via del canestro e senza nemmeno troppi colpi di scena i Tigers si portano a casa la partita. Finisce 84-92 per gli ospiti.

Massagno saluta la Coppa Svizzera ai quarti di finale. Proseguono i Tigers che, dopo aver trovato non certo la migliore SAM della stagione, hanno saputo cogliere come si suole dire in questi casi “la palla al balzo” facendo meritatamente loro l’incontro.

Ai ragazzi va fatto sicuramente un applauso. Nessuno si è risparmiato, tutti hanno dato l’anima in campo e ci hanno creduto anche quando i presenti li davano per spacciati. Una sconfitta che deve farci crescere come collettivo. Le potenzialità ci sono, il cuore pure. Questa squadra potrà sicuramente dire la sua in SBL Cup e in campionato, cominciando proprio da Basilea, prossimo avversario (30.12) in SBL.

Il tabellino della partita

SAM Basket Massagno: Ongwae 18, Magnani 7, Aw 21, Andjelkovic 2, Roberson 27, Moore 9.

Lugano Tigers: Padgett 9, Stockalper 13, Carey 17,Molteni 7, Rambo 18, Williams 28.

Foto di ©Carlo Iazeolla


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