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Torneo Internazionale di Copenaghen

Una gran bella esperienza in terra danese per il gruppo U14 targato SAM, volato fino alla capitale giovedì mattina per prendere parte al torneo Internazionale di Copenaghen, giunto oramai alla sua decima edizione.

La prima giornata è dedicata al turismo, dal cambio di guardia al palazzo reale, passando per il castello di Rosenberg, per finire al parco giochi di Tivoli (sfortunatamente osservato solo dall’esterno).
Per molti questa è già da sola una giornata speciale: prima volta su un aereo, prima volta in Danimarca e prima volta a un torneo sportivo fuori dai confini elvetici.

Nei tre giorni successivi prendiamo parte a ben cinque partite, contro Vaerlose BKK (Danimarca – due volte), Hammarby Basket (Svezia), Hamburg Sharks (Germania) e Oslo 2003 (Norvegia).
In tutte e cinque le sfide il copione è sempre il medesimo: squadre con una presenza fisica molto più marcata rispetto alla nostra e gioco duro secondo gli standard FIBA. Il nostro team combatte e vende cara la pelle, accarezzando la vittoria più volte, senza mai però riuscire ad acciuffarla.
I risultati ricoprono però solo un ruolo marginale, se comparati a tutte quante le esperienze fatte: imparare a stare insieme a propri compagni al di fuori del rettangolo di gioco, conoscere ragazzi e ragazze da altri paesi e competere contro gli stessi, avere a che fare con arbitri da tutta Europa e imparare a non incolpargli per ogni proprio errore, dormire per terra negli spogliatoi, imparare a contenere le proprie emozioni e far si che le stesse non prendano il sopravvento, imparare a essere grati per avere l’opportunità di poter prendere parte a questo genere di manifestazioni sono solo alcune delle lezioni che questo torneo ci ha insegnato.

Ci portiamo a casa un bellissimo ricordo che ci accompagnerà per tanto tempo ancora. Abbiamo avuto modo di scontrarci con i nostri limiti, cosa che non potrà che farci del bene in ottica futura.

Un grazie infine a tutti i genitori e alla società, poiché queste attività non si finanziano da sole. La speranza è che si possa continuare in futuro a partecipare a questo genere di eventi, di modo da poter uscire dal nostro “orticello”, sia fisicamente sia psicologicamente, e confrontarci sui parquet internazionali.

To be continued …

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